ANNO 16 n° 224
Cinghiali, l’ENPA di Viterbo attacca: “La caccia non è la soluzione, serve una gestione diversa”
L’associazione ambientalista contesta il ricorso alle braccate e accusa il mondo venatorio: “Per decenni favorita la diffusione di esemplari alloctoni. Ora servono prevenzione e metodi non cruenti”
11/08/2026 - 07:01

 

VITERBO – È un duro intervento quello dell’ENPA – Sezione di Viterbo e provincia sul tema della presenza dei cinghiali nelle campagne e nelle aree prossime ai centri abitati. L’associazione contesta l’idea secondo cui la caccia rappresenterebbe l’unico strumento efficace per contenere la presenza degli ungulati e chiede invece un approccio basato sulla prevenzione e su metodi alternativi.

Leggere che la caccia sarebbe l’unico rimedio per tenere i cinghiali lontani dalle cittàsostiene l’ENPAè un insulto alla scienza e alla logica”. L’associazione critica in particolare chi attribuisce all’associazionismo ambientalista responsabilità nella gestione dell’emergenza, definendo questo atteggiamento una strategia per “nascondere” quelle che considera le responsabilità storiche del mondo venatorio.

Secondo l’ENPA, infatti, per diversi decenni sarebbero stati immessi sul territorio cinghiali alloctoni, provenienti dall’Est Europa e caratterizzati da dimensioni e capacità riproduttive differenti rispetto agli esemplari autoctoni. Una pratica che, secondo l’associazione, avrebbe contribuito all’aumento della popolazione della specie e all’attuale situazione di criticità.

Nel mirino dell’ENPA finiscono anche le modalità di gestione attraverso le cosiddette braccate. L’associazione sostiene che l’utilizzo di mute di cani e armi da fuoco possa provocare la dispersione dei branchi e alterarne la struttura sociale, con conseguenze anche sulla dinamica riproduttiva degli animali.

Le braccate non controllano la popolazione: la disintegrano e la disperdono”, afferma l’associazione, sottolineando come il disturbo provocato dalle attività venatorie possa spingere gli animali a spostarsi dalle aree abituali, arrivando anche più vicino ai centri abitati.

Per l’ENPA, dunque, l’emergenza cinghiali dovrebbe essere affrontata attraverso una strategia più ampia, che comprenda una gestione più efficace dei rifiuti urbani, interventi di prevenzione, tutela dei corridoi ecologici e, dove ritenuto necessario, il ricorso a sistemi di controllo della fertilità.

L’associazione ribadisce inoltre la propria contrarietà a una gestione basata esclusivamente sull'attività venatoria e rivendica la necessità di un confronto fondato su dati scientifici e strumenti di gestione a lungo termine.

Il tempo delle favole e dell’arroganza venatoria è scaduto”, conclude l’ENPA di Viterbo e provincia, chiedendo un cambio di approccio nella gestione della presenza dei cinghiali e una maggiore attenzione alla sicurezza dei cittadini e alla tutela dell’ambiente.






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